NULLITA' DEL TESTAMENTO - INTERESSE AD AGIRE - Cass. civ. Sez. VI - 2 Ord., 10-04-2020, n. 7784

In materia testamentaria, l'attore che impugni il testamento, ed è dunque titolare della legittimazione ad esercitare le azioni di nullità ed annullamento, non è esentato dal dimostrare la sussistenza di un proprio concreto interesse ad agire, per cui l'azione stessa non è proponibile in mancanza della prova, da parte del medesimo attore, della necessità di ricorrere al giudice per evitare, attraverso la rimozione degli effetti del testamento impugnato, una lesione attuale del proprio diritto ed il conseguente danno alla propria sfera...

DECRETO INGIUNTIVO E COMPAGNIE TELEFONICHE - CONCILIAZIONE NON NECESSARIA - Cass. civ. Sez. Unite, 28-04-2020, n. 8240

In tema di controversie tra le società erogatrici dei servizi di telecomunicazioni e gli utenti, non è soggetto all'obbligo di esperire il preventivo tentativo di conciliazione, previsto dall'art. 1, comma 11 della L. 31 luglio 1997 n. 249, chi intenda richiedere un provvedimento monitorio, essendo il preventivo tentativo di conciliazione strutturalmente incompatibile con i procedimenti privi di contraddittorio o a contraddittorio differito.

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RICORSO PER CASSAZIONE - TERMINE DEPOSITO ORIGINALE - Cass. civ. Sez. II Sent., 04-09-2019, n. 22092

Il tardivo deposito dell'originale del ricorso per cassazione (dopo la scadenza del ventesimo giorno dall'ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto) comporta l'improcedibilità dello stesso, che è rilevabile d'ufficio e non è esclusa dalla circostanza che il controricorrente non abbia formulato apposita eccezione; il ricorrente, tuttavia, ove il mancato tempestivo deposito del ricorso sia dovuto a causa ad esso non imputabile, può evitare la declaratoria di improcedibilità chiedendo, non appena l'impedimento sia...

APPELLO CIVILE - NUOVE PROVE - Cass. civ. Sez. II Ord., 02-09-2019, n. 21956

Il deposito di documenti nuovi in appello non è ammissibile, ove la loro mancata produzione in primo grado debba essere attribuita ad una scelta volontaria della parte. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva escluso l'ammissibilità della produzione, in sede di gravame, del titolo di proprietà di un fondo, trattandosi di documento non depositato agli atti del processo di primo grado, nonostante l'invito in tal senso rivolto dal giudice alla parte in prime cure).

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APPELLO CIVILE - Cass. civ. Sez. II Ord., 02-09-2019, n. 21953

Qualora venga dedotto il vizio della sentenza di primo grado per avere il tribunale deciso la causa nel merito prima ancora che le parti avessero definito il "thema decidendum" e il "thema probandum", l'appellante che faccia valere tale nullità non può limitarsi a dedurre detta violazione, ma deve specificare quale sarebbe stato il "thema decidendum" sul quale il giudice di primo grado si sarebbe dovuto pronunciare, ove fosse stata consentita la richiesta appendice di cui all'art. 183 c.p.c., e quali prove sarebbero state...

PRESCRIZIONE E DECADENZA CIVILE - Cass. civ. Sez. II Ord., 02-09-2019, n. 21943

La conclusione della prestazione, che l'art. 2957, comma 2, c.c. individua quale "dies a quo" del decorso del termine triennale di prescrizione delle competenze dovute agli avvocati, deve individuarsi nell'esaurimento dell'affare per il cui svolgimento fu conferito l'incarico, momento che coincide con la pubblicazione del provvedimento decisorio definitivo; sicché eventuali successive iniziative intraprese dal medesimo difensore, anche se connesse alla decisione definitiva, costituiscono prestazione di nuova attività, assoggettata...

SPESE GIUDIZIALI CIVILI - Cass. civ. Sez. II Ord., 06-11-2018, n. 28267

Nel vigore del D.M. n. 55 del 2014 (e a differenza del regime del D.M. n. 140 del 2012, il cui art. 1 comma 7 dispone che in nessun caso le soglie numeriche indicate, anche a mezzo di percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione del compenso, nel presente decreto e nelle tabelle allegate, sono vincolanti per la liquidazione stessa), il giudice è tenuto a liquidare a titolo di compenso somme non superiori al massimo e non inferiori al minimo previsto dai parametri, poiché il citato decreto contiene disposizioni speciali e...

IMPUGNAZIONE CON RICORSO IN LUOGO DI CITAZIONE - CONSEGUENZE - Cass. civ. Sez. III Ord., 13-09-2018, n. 22256

L'appello erroneamente proposto con ricorso, anziché con atto di citazione, è ammissibile ove sia notificato entro il termine di impugnazione; né rileva, in senso ostativo alla maturazione della decadenza dalla facoltà di proporre gravame, la circostanza che il decreto di fissazione dell'udienza sia stato emesso e comunicato dopo lo spirare di tale termine, poiché il tempestivo deposito del ricorso è soltanto uno degli elementi che concorre alla potenziale sanatoria dell'errore nella scelta del rito, non potendo la parte, relativamente...

INGIUNZIONE - ONERE DI OPPOSIZIONE ANCHE CON NOTIFICA NULLA - Tribunale Roma Sez. spec. in materia di imprese, 06-09-2018

Dal disposto dell'art. 650 c.p.c. si ricava il principio secondo il quale il destinatario di un decreto ingiuntivo che abbia avuto conoscenza di quest'ultimo, ancorché in forza di una notificazione affetta da vizio di nullità, non può rimanere completamente inerte confidando sulla nullità della notificazione, ma deve comunque attivarsi e proporre opposizione al decreto ingiuntivo al fine di evitare che le statuizioni in esso contenute non passino in giudicato.Non sussistendo alcun automatismo tra la irregolarità della...

NOTIFICA A MEZZO PEC - DOMICILIATARIO - Cass. civ. Sez. I Ord., 22-08-2018, n. 20946

La notifica telematica di un provvedimento impugnabile non può essere effettuata presso il procuratore domiciliatario in senso fisico, in mancanza di elezione dell'indirizzo PEC dello stesso come domicilio digitale della parte, risultando una tale notifica inesistente ed insuscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo ex art. 156 cod. proc. civ. con conseguente inapplicabilità del termine breve per l'impugnazione. 

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PROCEDIMENTO CIVILE - INTERRUZIONE - DICHIARAZIONE DEL PROCURATORE - ABUSO DEL PROCESSO - Cass. civ. Sez. III Ord., 20-08-2018, n. 20809

La dichiarazione dell'evento interruttivo che ha colpito la parte costituita, di cui all'art. 300, comma 1, c.p.c., costituisce esercizio di un potere discrezionale del procuratore, al quale soltanto compete di valutarne l'opportunità nell'esclusivo interesse della parte rappresentata, così che la scelta di dichiarare o meno tale evento, ovvero del momento in cui dichiararlo, non può integrare di per sé abuso del processo, né può incidere sulla durata del giudizio in danno della controparte, essendo a tal fine...

SENTENZA CIVILE - NOTIFICA TELEMATICA - TERMINI - Cass. civ. Sez. lavoro Ord., 16-08-2018, n. 20747

La notificazione telematica della sentenza, mediante copia priva della regolare attestazione di conformità all'originale, ma la cui relata contenga l'indicazione della data di pubblicazione e l'attestazione che la stessa, originariamente, recava firma digitale, è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione, salvo che il destinatario deduca e dimostri che tale irregolarità abbia arrecato un pregiudizio alla conoscenza dell'atto e al concreto esercizio del diritto di difesa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto insussistente il vizio...

PROCEDIMENTO CIVILE - Sentenza non preceduta dalla precisazione delle conclusioni né dalle scritture conclusionali -Cass. civ. Sez. VI - 3 Ord., 13-08-2018, n. 20732

È nulla la sentenza che pronunci nel merito della causa senza che siano state precisate le conclusioni e assegnati i termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie finali di replica, essendo in tal modo impedito ai difensori delle parti il pieno svolgimento del diritto di difesa, con conseguente violazione del principio del contraddittorio. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza emessa nella fase sommaria del giudizio di opposizione agli atti esecutivi nel quale il giudice, all'esito dell'udienza di comparizione delle parti,...

PROCURA ALLE LITI - POTERI DEL DIFENSORE - Cass. civ. Sez. II Ord., 02-08-2018, n. 20432

Qualora la procura alle liti conferisca al difensore il potere di nominare altro difensore, deve ritenersi che essa contenga un autonomo mandato "ad negotia" - non vietato dalla legge professionale né dal codice di rito - che abilita il difensore a nominare altri difensori, i quali non hanno veste di sostituti del legale che li ha nominati bensì, al pari di questo, di rappresentanti processuali della parte.(Cass. Sez. 3, Sentenza n.1756 dell'8/02/2012, Rv.621422; conformi, Cass. Sez. 2, Sentenza n.26365 del 29/12/2010, Rv.615348; Cass. Sez. 2, Sentenza n.16736...

ESECUZIONE FORZATA - OPPOSIZIONE ATTI ESECUTIVI - Cass. civ. Sez. VI - 3 Ord., 18-07-2018, n. 19105

La presenza di irregolarità formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell'opposizione agli atti esecutivi in tutti i casi in cui l'opposizione stessa si limiti a lamentare l'esistenza della irregolarità formale in sè, senza lamentare alcun pregiudizio ai suoi diritti, tutelati dal regolare svolgimento della procedura esecutiva, conseguente alla irregolarità stessa. (Nel caso di specie, l'opponente lamentava esclusivamente la mancata indicazione sul precetto della data di...